| 3.9 miliardi di anni fa |
formazione delle procellule in condizioni anaerobiche dal brodo primordiale ricco di molecole organiche |
| 3.5 miliardi di anni fa |
organismi monocellulari (procarioti); grazie alla loro fotosintesi il pianeta si arricchisce di ossigeno e carboidrati |
| 1.5 miliardi di anni fa |
inizia la tettonica a placche e nel supercontinente Rodinia si specializzano i 4 regni: piante, animali, batteri, funghi |
Maledettamente simili
Tutti i composti organici sono costituiti da uno scheletro di carbonio e idrogeno leganti 5 atomi sui 90 presenti in natura: ossigeno, azoto, zolfo, fosforo, silicio. Anche le macromolecole che compongono gli organismi (biomolecole) fanno parte di sole 4 classi: carboidrati, proteine, acidi nucleici e lipidi. E le cellule di qualunque forma di vita terrestre funzionano allo stesso modo: gli acidi nucleici (DNA e RNA) hanno la funzione di replicare e trascrivere l'informazione genetica (un lombrico ha 20.000 geni e un essere umano 30.000, cioé pochi di più); i carboidrati servono sempre come riserva di energia chimica (glucosio, amido, glicogeno), mentre per i vegetali (cellulosa) e per i batteri (pareti cellulari) hanno anche una funzione strutturale; le proteine sono più differenziate, servono ad es. per le reazioni metaboliche (enzimi), per il trasporto (emoglobina), per la struttura (collagene, che forma tessuto connettivo e ossa); i lipidi come riserva di energia, ma anche per trasportare vitamine.
Tutte le forme di vita sul nostro pianeta sono fatte dagli stessi atomi e molecole, svolgono le stesse funzioni fondamentali e hanno una simile organizzazione cellulare.
| 700 milioni | Metazoi (vermi e altre robe molli) e primi elementi scheletrici |
| 500 milioni | esplosione cambriana della vita animale nella Pangea: dopo la solita estinzione, evolvono i vertebrati (pesci) |
Caino era un tirannosauro (ovvero, quando inventammo l'omocidio)
Con "esplosione cambriana" ci si riferisce a una valanga di new entry: sono gli animali, prima cordati, poi vertebrati (pesci, uccelli, rettili) e poi, tra il triassico e il giurassico, gli antenati dei 5420 attuali mammiferi.
Ma la tecnologia adottata dagli animali è pragmatica: perché fare la fatica di assimiliare gli elementi chimici fondamentali e doverli comporre nelle macromolecole, quando mangiando un altro animale abbiamo la pappa pronta? Per questo gli animali hanno sviluppato la biasimevole propensione a far fuori qualunque cosa che respira.
In realtà anche molti metazoi del proterozoico (e già dal nome si capisce che fu un periodo stressante) andavano in giro ingurgitando altri esserini, per non parlare di virus e batteri... Insomma da quando è comparsa la vita, addio pace.
| 300 milioni |
grandi rettili e alberi vascolari con corteccia a squame |
| 250 milioni |
primi mammiferi |
Piccoli furbacchioni
Il successo dei mammiferi rispetto ai grandi rettili è dipeso da molte evoluzioni geniali: difendere per mesi un cesto di uova non è un'impresa semplice, quindi conservarle in pancia mentre si schiudono e partorire individui già formati e interagenti facilita le cose; l'omeotermia aiuta ad adattarsi ai cambi climatici (da 130.000 fino a 10.000 anni fa, ha fatto un freddo becco); essere eterodonti, cioé avere una dentatura in grado di masticare e frammentare, permette di non dover mangiare carne alla tartara mattina/mezzogiorno/sera; durante l'allattamento il cucciolo ha l'occasione di imparare qualcosa per imitazione; e i mammiferi imparano molto socializzando perché sanno giocare; sembrerà una scemata, ma vallo a insegnare a una biscia...
| 65 ma |
estinzione dei dinosauri e diversificazione dei piccoli mammiferi, tra cui i primati (scimmie e lemuri) |
| 20 ma |
primi ominidi (prosegui alla pagina successiva) |
Mater certa est
Tutte le forme di vita sulla terra sono molto simili probabilmente perché evolvono da un unico antenato procariote, denominato LUCA (Last Universal Common Ancestor); però, mentre è stata sperimentalmente verificata la formazione di amminoacidi dal brodo primordiale, le teorie per spiegare la formazione delle prime cellule sono ancora molte: la procellula dei procarioti (una cellula molto rudimentale, ancora priva di membrana nucleare) potrebbe essersi formata da RNA virali, in vulcani sommersi, da bolle lipidiche o essere arrivata dalle nebulose, trasportata sulla Terra per mezzo di meteoriti. La recente scienza interdisciplinare che indaga l'origine extraterrestre della vita è l'astrobiologia.
Ecco i dati universalmente accettati
. i fossili molto recenti assomigliano alle specie esistenti
. nelle ere più antiche si ritrovano forme di vita sempre più semplici
. si sono estinte molte più forme di vita di quelle che esistono oggi
. milioni di fossili e mai un osso evoluto negli strati più antichi
Proprio quello che diceva Darwin
Una teoria, per essere scientifica, deve essere suffragata dai fatti, cioé sperimentabile e predittiva. La teoria dell'evoluzione delle specie da antenati comuni è una delle teorie maggiormente comprovate della scienza moderna: basterebbe un solo teschio di coniglio rinvenuto in una roccia precambriana per confutarla... Invece, tutte le migliaia di fossili, analizzati stratigraficamente, si dispongono nelle ere geologiche rispettando l'ordine evolutivo: più sono recenti e più sono simili agli attuali viventi, più sono remoti e maggiori sono le differenze con le forme attuali; e risalendo nelle prime ere esistono solo specie sempre più semplici: zero mammiferi prima del triassico, nel siluriano non si becca un rettile manco volendo, e a scavare nel precambriano scoviamo solo minuscole schifezzine mollicce.
Non solo: oggi, con gli algoritmi sviluppati dalla genomica, saremmo in grado di confutare l'evoluzione dall'interno, per così dire; invece, le somiglianze e le variazioni confermano ancora una volta la linea evolutiva. (Analogamente ai dati della paleontologia, biologia, biochimica, biogeografia, anatomia comparata, embriologia, botanica...) C'è un bellissimo sito, sviluppato dal National Institute of Health, che mostra la distanza genica tra le specie: www.timetree.org
Ma se ciò non bastasse, possiamo osservare con i nostri occhi i meccanismi dell'evoluzione: gli allevatori di cani e gatti domestici hanno selezionato nuove razze in tempi relativamente brevi. (Ad esempio, io ho avuto per tanti anni due dolcissime gatte Ragdoll, una razza creata negli Stati Uniti negli anni '60) E purtroppo evolvono i virus dell'influenza (per questo noi dobbiamo rincorrerli con nuovi vaccini); così come i batteri, diventando resistenti agli antibiotici.
Il meccanismo è sempre lo stesso: mutazioni casuali, selezione degli individui più adatti, diffusione delle mutazioni adattive in una popolazione.
Oscurantismo sempreverde
Più che un disegno intelligente (ID), il nuovo creazionismo promosso dalle Chiese Evangeliche assomiglia a uno scarabocchio, perché biasima i limiti della teoria evoluzionista senza offrire un'alternativa scientifica. (Cioé verificabile: ma come si fa a verificare l'ipotesi che un Designer Intelligente abbia immesso informazioni nell'universo pur senza farne parte, visto che la scienza studia ciò che fa parte dell'universo?)
Il business della superstizione nasconde Dio nel buio di ciò che ancora non conosciamo: una volta perché c'erano i fulmini, ieri per il sangue di San Gennaro, e oggi perché la vita non si può spiegare con il caso. Questa critica è famosa come il god-of-the-gaps argument: c'è qualcosa di inspiegabile, dunque esiste Dio. Il brutto di questa critica è che sarà valida per sempre, visto che l'onniscenza non è un obiettivo molto realistico; il bello è che continua a rinculare: ogni volta che la conoscenza umana getta luce su uno scenario della natura, Dio (o una razza aliena, o Gea) fa come gli scarafaggi: va a nascondersi in un qualche angolino che è ancora avvolto nell'oscurità. Io, se fossi Dio, un pochino mi offenderei.
Le scienze deterministiche accusate di "casualismo"
D'altronde, è un errore grossolano ritenere che la teoria evolutiva pretenda di spiegare la complessità dei viventi a partire dal caso, come se si fosse formato un Boeing in perfetto stato grazie al vento che soffia in un cimitero di aerei: la pressione e l'ambiente sono proprio i fattori deterministici che decretano il successo di architetture organiche più sofisticate se i loro simili se la passano male. Sono le mutazioni genetiche (errori di trascrizione, ricombinazioni e scambi simbiotici) a essere ritenute casuali, o meglio causali ma non teleologiche, cioé non finalizzate in un progetto cosmico: infatti la maggior parte delle mutazioni sono perlopiù inutili o toppano completamente, perciò non si diffondono, visto che danno all'individuo portatore altro da pensare che a riprodursi ;-)
Il disegno intelligente, dopo aver trovato uno straccio di dato da cui partire, sarebbe gentile se ci spiegasse la profusione di quella manciata di milioni di rami evolutivi estinti: il 95% delle specie esistite sulla Terra, ora sono in effetti introvabili...
A meno che i creazionisti nascondano in garage, oltre al famoso drago invisibile, anche dei cuccioli di triceratopo.
Ottusità irriducibile
La critica principale alla teoria dell'evoluzione è la supposta (senza offesa) complessità irriducibile: ci sono organi, come l'occhio dei mammiferi, che non funzionerebbero se non avessero ogni parte così com'è; e la selezione non è in grado di spiegare come mai si sono diffusi quei caratteri che presi da soli non sono di nessuna utilità, senza dover ricorrere all'improbabile caso che siano occorse simultaneamente tutte le mutazioni necessarie. Al di là del fatto che la nebulosa idea che lasciano intendere (credo che sorvolino sistematicamente sui dettagli per dignità) è che 300 milioni di anni fa l'occhio sia stato creato "chiavi in mano" per intervento divino o per qualche altro misteriosa forza intenzionale extraterrestre... ma al di là dell'alternativa, dicevo, le prove fossili mostrano come gli organi molto complessi siano evoluti a partire da precedenti organi un po' meno complessi ma che erano comunque utili, quindi migliorativi, quindi selettivamente vincenti.
La linea evolutiva dell'occhio dei mammiferi, ad esempio, parte da specie con poche cellule fotosensibili ma sufficienti per accorgersi se è giorno o notte e regolare il ciclo circadiano; queste cellule, poi, retrocedono in un alveo più protetto, che contraendosi migliora l'acuità visiva di singoli oggetti, come predatori stagliati contro la luminescenza della superficie marina; successivamente compare una membrana protettiva trasparente che cambia spessore, determinando una rifrazione adatta all'ambiente acquatico che rende in grado di percepire più nitidamente; con la comparsa degli anfibi il cristallino si riduce ma rimane una sporgenza che forma la cornea; ma questa piccola sintesi non è un modello astratto: sono dei passaggi riscontrati e documentati da miriadi di esserini viventi, ad esempio le rane e i rospi tuttora mettono a fuoco le forme variando la distanza tra retina e cristallino (noi siamo più simili a un'ottica Zeiss perché flettiamo la 'lente'); la scoperta del gene Pax-6 ha permesso di far nascere occhi supplementari in una rana a partire da geni di un invertebrato (l'ascidia di mare), dimostrando che i vari esserini sono in una stessa linea evolutiva (phyla) e che alcuni genetisti sono affetti da delirio di onnipotenza. Quindi: ogni versione precedente era utile e funzionava, ma è poi cresciuta di complessità per rispondere a nuove esigenze. Che poi l'occhio umano non è affatto perfetto, altrimenti cosa mi compro a fare uno zoom che faccia invidia alle aquile?
Prova a leggere >> quanto poco ci siamo evoluti
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