Veniamo dai pesci?
Sì, ma passando dal lemure, o insomma da un qualche mammifero insettivoro placentato lungo 60 cm. La sua grande fortuna era l’omeotermia per poter cacciare anche di notte, e la prensilità per scappare sugli alberi.
Quando le fibre tattili finirono dai baffi alle mani, iniziano i primati, anche se ci sono topolini (le tupaie
) di incerta catalogazione; Linneo li ha chiamati primati perché hanno il (discutibile) primato di aver prodotto la nostra specie in 70 milioni di anni. (Di tempo ne hanno avuto: un milione di anni equivale a 100.000 generazioni)
| 20 milioni a.c. |
tra gli ominoidei (proconsul) compaiono gli ominidi: arboricoli, insettivori e frugiferi |
| - 7/5 ma |
ultimo antenato comune agli ominidi moderni (orango, gorilla, scimpanzé, bonobo e i nostri progenitori) |
Cugino scimpanzé
Se i paleoantropologi non sono tutti pazzi, quindi, gli scimpanzé sono nostri cugini. Hanno qualcosa di speciale rispetto agli altri mammiferi? Innanzitutto possiedono una spiccata propensione all'uso di utensili, grazie alle 4 mani, molto più sofisticati di quelli adoperati dagli altri mammiferi: ad esempio, prendono delle foglie, le masticano e poi le succhiano; infine sputano questa specie di bolo per usarlo come una spugna e pulire la pelliccia o il sedere dei cuccioli. Ma non solo: la rudimentale tecnologia che usano, può divenire parte di un bagaglio culturale trasmesso: ad esempio, la maggior parte dei gruppi di scimpanzé non riescono a cibarsi di alcune formiche particolarmente aggressive. Qualche gruppo, invece, ha iniziato a tramandarsi una 'tecnologia' geniale: scelgono un ramo più diritto possibile e lo preparano spogliandolo dalle foglie; scrostano l’ingresso di un formicaio, ci infilano il ramo e aspettano che le formiche risalgano fino all’estremità dal quale lo tengono; allora, velocemente lo estraggono gremito da succulente formiche (de gustibus...), passano lungo il ramo il pollice e l’indice stretti come per dire ok per raccoglierle tutte insieme e poi si ciucciano le dita masticando rapidamente, in modo da non essere morsicati. Stessa cosa per le patate: la maggior parte dei gruppi le pulisce con delle foglie, ma se una scimmia per caso scopre che immergendole nell'acqua si puliscono perfettamente, da quel momento, per comodità, cominciano a farlo tutti gli individui di quel gruppo, e si tramanda la tecnica anche nelle generazioni successive; questa trasmissione viene facilitata dal lungo periodo di svezzamento, durante il quale i cuccioli non sono autonomi, quindi hanno molte più occasioni di apprendere per imitazione dagli adulti.
Lo scimpanzé ha inoltre una spiccata propensione alla socialità: divide regolarmente la carne in comune, e spesso anche gli altri alimenti; i maschi cooperano durante la caccia e le femmine creano rapporti stabili, in cui si aiutano vicendevolmente; una cosa buffa è che, per esprimere sottomissione mostra la mano e fa un inchino! In effetti si dedica anche al cannibalismo, ma nessuno è perfetto…
L’anello mancante
E’ un concetto nebuloso, perché in una catena evolutiva ogni anello congiunge le due estremità; e mi lasciano perplesso quelli che, per farsi convincere di essere imparentati con le scimmie, esigono di avere in un museo l'esatta e precisa catena di ogni singola specie intermedia tra noi e un mammifero di 20 milioni di anni fa... Facciamo un esempio trash: se notiamo che introducendo un po' di polpette nella bocca, dopo un po' facciamo un po' di popò, e indagando lo strano fenomeno scopriamo che le polpette vanno in una sacca digestiva che chiamiamo stomaco ma non abbiamo chiaro il funzionamento del pancreas e non sappiamo se 'ste polpette semidigerite ci passano dentro oppure no, questo ci può far dubitare della connessione polpette-popò? Noi, comunque, non veniamo né da polpette né da scimmiette: che sono nostre cugine, unite a noi da una discendenza comune. La lingua inglese distingue tra scimmie (monkeys) e grandi scimmie (apes), che noi chiamiamo primati antropomorfi o ominidi. Cercopitechi e ominidi, quindi, divorziarono probabilmente 20 ma (milioni di anni fa); discendono entrambi da un tal proconsul
, un ominoideo vissuto qualche milione di anni prima.
Proprio per superare la sterile prospettiva dell'anello mancante, i paleoantropologi tendono a sostituire il vecchio albero darwiniano con lo schema cladistico, che mostra le relazioni di parentela invece che gli antenati comuni. Ma per nostro sfizio, cercando gli antenati, dicevamo che dal proconsul discesero gli ominidi: che sono gli antenati dei moderni orango (passando per il sivapiteco), gorilla, bonobo, scimpanzé e esseri umani.
La discendenza da proconsul a ominidi ha lasciato tracce insufficienti a catalogare le specie intermedie perché si trasformarono tra i 25 e i 10 ma nelle foreste pluviali africane, dove le ossa marciscono e vengono ‘lavate' via, invece di sedimentare e fossilizzare come nei climi desertici.
Dai 10 ma compaiono ominidi con pollice perfettamente opponibile, 32 denti privi di canini sporgenti (che invece sono tipici di una dieta prevalentemente carnivora), frontalizzazione degli occhi (cioé aumento dello spazio visivo stereoscopico) e diminuzione dell’importanza dell’olfatto (vale a dire una faccia anziché un muso). L’ultimo primate prima della divisione tra genere homo e scimpanzé è il keniapiteco, tra 10 e 5 ma.
Il test dei mostri
Il metodo di ibridizzazione del DNA sembra uscito dalla fantasia di Mary Shelley: consiste nel congiungere due catene di DNA di specie diversa e vedere se il monstrum ‘funziona’: calcolando il numero di segmenti uguali di DNA tra due specie, si può stimare il grado di parentela. Con questa tecnica, lo scimpanzé risulta più vicino all'uomo di quanto lo siano alcune specie di gibboni tra loro.
Ma non parla, non cammina ed è peloso
L’asse della clavicola e la mancanza di glutei potenti non gli permette di stazionare eretto o deambulare su due gambe comodamente. Il suo linguaggio arriva a quello di un bambino di 3 anni: può imparare una lingua fono-gestuale (che gli etologi chiamano Yerkish) composta da un centinaio di termini (verbi, nomi, formule e operatori logici, come where, more, enough) e poi tramandarla alla prole (come ha fatto Washoe con Loulis
); e la usa nel gruppo quando non sono presenti esseri umani.
(E' anche vero che il delfino ha un linguaggio e una socialità ancora più sviluppata degli scimpanzé; e in effetti questi meravigliosi mammiferi sottomarini hanno una maggiore superficie corticale, rispetto ai nostri cugini primati)
Riguardo alla pelliccia: noi possediamo lo stesso numero di bulbi piliferi degli scimpanzé, ma sembriamo 'nudi' perché la maggior parte dei nostri peli è finissima e chiara (la peluria) per permetterci di disperdere calore: se fossimo rimasti a vivere nella foresta avremmo avuto bisogno della pelliccia, mentre scorazzando per la savana è stato molto meglio poterci raffreddare lasciando evaporare il sudore a contatto dell’aria.

| - 5.000.000 |
Si forma la Rift Valley e il clima trasforma molte foreste africane in savane; compare la nostra linea ominidea: Australopitecus Afarensis (Lucy), alto solo 110 cm, con accentuato dimorfismo, cranio e socialità scimmiesche; ma è bipede e onnivoro: 32 denti privi di canini sporgenti |
| - 1.800.000 | Homo ergaster: unanimità nel ritenerlo un nostro antenato; cacciatore - raccoglitore stanziale |
| - 1.000.000 | Homo erectus: alto 180 cm, utensili d'osso, asce doppie, pelli, capanne; si diffonde in Asia |
Arriviamo a noi
Quando l'australopiteco si distingue dal ramapiteco, circa 6 milioni di anni fa, si differenzia ulteriormente la linea evolutiva umana. Un paio di milioni di anni dopo compare il primo uomo, che in realtà è una donna: Lucy (r. afarensis) ha ancora un cranio di 400 cc (il gorilla raggiunge 750), ma è inequivocabilmente bipede.
Il bipedismo libera le mani, la manipolazione di oggetti stimola il cervello e il cervello usa sempre meglio le mani, in un ciclo di rinforzo retroattivo (feedback).
La tassonomia è piuttosto ingarbugliata, ma che ci importa se habilis è l’ultimo degli australopiteci o il primo degli erectus? Che ci importa se è nostro antenato diretto o inaugura una linea parallela poi estinta? Perché...
Il succo della faccenda
E' che c’è qualcuno, un milione di anni fa, che si è messo a sparpagliare in giro una vagonata di utensili per il fai-da-te: sono oggetti litici ottenuti scheggiando dei sassi l’uno con l’altro (i siti dei ritrovamenti testimoniano la propensione alla stanzialità); ci sono pure le asce di Conan, quelle a doppia lama. Il tizio in questione, lavora la pietra e l'osso, si copre di pelli, si cuoce la carne sul fuoco, abita spesso in capanne.
Se lo metti davanti a una tv ottieni l'americano medio.
Bene, delle due l'una: o questa è solo una scimmia, e allora una scimmia è in grado di fare tutto ciò che facevano gli uomini primitivi; oppure è un essere umano, ma allora ci sono esseri umani con il cervello grande come una noce di cocco e il cranio simile a quello di una scimmia.
Chissà... magari perché ci siamo evoluti?
(Non tutti, evidentemente)
| - 500.000 | sapiens / heidelbergensis (erectus scopre il fuoco) |
| - 250.000 | neanderthalensis: alto 160 cm, stesso nostro peso e volume cerebrale; fa tombe e flauti; se è solo un cugino, il 4% di DNA identico viene da ibridazioni successive |
| - 200.000 | Homo sapiens sapiens: scheletro gracile di 180 cm, faccia piccola e piatta; pittura |
| - 30.000 | sapiens sapiens Cro-Magnon sostituisce neanderthalensis |
| - 10.000 | ultima glaciazione: fine del Paleolitico e dei Mammuth; l'agricultura favorisce la vita sedentaria in comunità permanenti e predispone allo sviluppo delle prime civiltà |
Sapienza, mica fichi
Il prototipo del modello sapiens (già neanderthalensis o ancora heidelbergensis, ma comunque 250.000 anni fa) caccia con archi, pesca con fiocine, seppellisce i morti, usa ornamenti, brinda con bicchieri d’argilla e poi dipinge, danza e suona con flauti d'osso.
Lo invidio.
Ma cosa ci evolviamo a fare?
Negli ultimi 5000 anni abbiamo imparato a digerire meglio i cereali e ci siamo equipaggiati contro molte epidemie, modificando circa 1800 geni
sui 30.000 che compongono i nostri 46 cromosomi. Kellogg's ringrazia.
Facciamo tutti parte della stessa specie (un gruppo di individui in grado di incrociarsi tra loro), anche se ci siamo suddivisi in etnie (il politically correct per evitare di parlare di razze umane) a seconda del biotopo (l’ambiente naturale), colonizzando l’intero pianeta 15.000 anni fa.
Le razze umane
In biologia, per razza si intende: un gruppo di individui, animali o vegetali, che per un certo numero di caratteri comuni ereditari che non impediscono incroci fecondi, possono essere distinti da altri gruppi di individui della stessa specie. Ma è una parola che scotta, perché ovviamente le razze umane sono individuabili, siccome però qualunque distinzione sociale rischia di fomentare odiosi razzismi, si usano degli eufemismi come etnie, popolazioni, tipi, tipi umani, morfotipi, dermatoglifi, variazioni clinali...
Quindi, prima che qualcuno arrivi a chiamarle nuance intraspecifiche, suggerisco di liberalizzare le razze umane, prendendosi però la briga di capire perché il razzismo è antiscientifico: la variabilità genetica continentale della nostra specie è molto bassa (per via di un collo di bottiglia di poche decine di migliaia di individui intorno al pleistocene, che ha livellato il pool genetico successivo); sia la genetica che la sociologia dimostrano con innumerevoli prove che un imbecille può nascere di qualunque colore, da cui discendono pari diritti e pietà; e storicamente, la mobilità che ci caratterizza fa sì che le razze che si erano tanto date da fare per diversificarci ce le siamo belle che incasinate, facendoci tutti sempre più meticci: l'85% della variabilità non dipende dalla posizione geografica (vedi schema a destra).
Vai a capire che si ostinava tanto a fare Adolf con il mito delle razze nordiche ariane, che era bruno e basso... Insomma, a parte gli eschimesi siamo tutti dei bastardi. Inoltre, i fenotipi sono spesso ingannevoli: gli aborigeni, ad esempio, pur essendo di pelle scura, sono geneticamente più affini agli asiatici che agli africani.
Ma possiamo lo stesso individuare le seguenti razze: africani, da cui tutti probabilmente discendiamo, prevalenti in Africa ma distribuiti anche nelle americhe, europei o caucasici, estesi nel nordamerica e in australia, e asiatici; (indovina dove?) ci sono poi altre razze numericamente meno consistenti, diverse distinzioni in sottorazze, e alcune mescole che, sopratutto in america latina, sono abbastanza diffuse da poter essere considerate razze recenti.
Google Maps offre un viaggio fichissimo
per scoprire la diffusione geografica e le migrazioni del genere umano.
Proprio perché non c'è niente di scandaloso, se nasciamo con dei tratti ereditari distintivi come la pelle di colori vari, l'orecchio assoluto, i ricci o il pollice dell'autostoppista come me (si chiama Hitchhiker's thumb, ma sinceramente preferivo l'orecchio assoluto), oso sperare di non essere frainteso, se ritengo che possa avere una qualche utilità osservare dei tratti razziali geograficamente distribuiti (dovuti a un adattamento genetico al clima e alle risorse), utili prima di tutto nello sviluppo di profilassi mediche: moltissimi farmaci, ad esempio, possono avere effetto solo sugli africani e non sui caucasici o viceversa. Negare una frequenza statistica palese, dubito possa aiutare il progredire dell'uguaglianza giuridica; inoltre gli eufemismi sono ugualmente strumentalizzabili dalle ideologie scioviniste: io non mi sentirei granché sollevato se venissi discriminato perché sono di etnia afro-americana piuttosto che di razza africana...
Forse dovremmo difendere l'uguaglianza dei diritti (almeno) per tutti gli esseri umani riconoscendo e anzi valorizzando le peculiarità naturali, senza demonizzare né santificare le statistiche sociologiche, o ricorrere a pruderie linguistiche di retrogusto vittoriano.
Tassonomia (classificazione annidata in sottoinsiemi) dell'essere umano
cellular organisms; Eukaryota; Fungi/Metazoa group; Metazoa; Eumetazoa; Bilateria; Coelomata; Deuterostomia; Chordata; Craniata; Vertebrata; Gnathostomata; Teleostomi; Euteleostomi; Sarcopterygii; Tetrapoda; Amniota; Mammalia; Theria; Eutheria; Euarchontoglires; Primates; Haplorrhini; Simiiformes; Catarrhini; Hominoidea; Hominidae; Homininae; Homo

Quando inizia la >> civiltà
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