le rivoluzioni dell'età moderna


rinascimento - guerre cristiane - rivoluzione moderna - XIX° secolo


L'età della rivoluzione (e della restaurazione)
Rinascimento, riforma, rivoluzione solare, rivoluzione politica e rivoluzione industriale... Siamo in un'età di eccezionali cambiamenti rispetto all'epoca precedente, e la miccia è la conoscenza: innanzitutto l'ampliamento degli orizzonti geografici, che scuote l'immobilismo feudale a vantaggio dei commerci; poi l'applicazione della ragione alla natura, che permette la fondazione delle scienze moderne, grazie alle quali si sviluppano le città e le prime fabbriche. Il potere economico dei commerci e dell'industria costringerà l'aristocrazia, la monarchia e il clero a concedere parte del potere alla borghesia... Ma non fu una concessione spontanea.


1648 pace di Westfalia: fine della guerra dei trent'anni: afferma la libertà di culto e inizia un processo di secolarizzazione, cioé di autonomia degli stati nazionali dall'autorità ecclesiastica; declino della Spagna e ascesa di Francia e Svezia
1650 Guerra civile e rivoluzione inglese; Pascal, teoria della probabilità
1658 Wammerdam, padre dell'entomologia, scopre i globuli rossi
1662 Boyle riprendendo le intuizioni del greco Democrito dimostra la natura atomica della materia
1665 Hooke scopre le cellule e Cassini dimostra la rotazione degli altri pianeti, confermando le intuizioni di Giordano Bruno sull’esistenza di altri mondi come il nostro
1669 Newton e Leibniz scoprono il calcolo infinitesimale
1670 Willis conferma le antiche intuizioni sulla natura del diabete
1676 Leeuwenhoek scopre i microrganismi, i batteri e gli spermatozoi
1679 Leibniz, studiando i ching cinesi (le cui caselle sono 64, come le moderne CPU sono a 64 bit) sviluppa il calcolo binario
1682 Luigi XIV e la sua corte si trasferiscono a Versailles
1687 Newton, Philosophiae Naturalis Principia Mathematica
1689 seconda rivoluzione inglese: libertà parlamentari (Bill of Rights) ottenute senza spargimento di sangue



Calvino inventò il capitalismo? (No, ma adoro i titoli shock)
Mentre si rafforzano le monarchie assolute, la Riforma protestante afferma la libertà dell’individuo in diretto contatto con Dio: queste due tendenze coeve sono antitetiche, e trovano il loro primo terreno di scontro nel XVII secolo in Inghilterra: la seconda rivoluzione inglese viene infatti promossa dall’allenza politica e culturale tra il parlamento e le chiese presbiteriane puritane, entrambi fermamente decisi a ottenere dalla monarchia uno Stato più liberale. Tuttavia, mentre nella rivoluzione francese l’aristocrazia reagirà con la violenza fino alla fine, la monarchia inglese decide di concedere maggior potere al parlamento (che aveva solo il controllo delle finanze) e una certa libertà religiosa. Grazie a queste riforme, si riesce a scongiurare l’esito più radicale e sanguinario della Rivoluzione (che invece caratterizzerà quella francese esattamente cento anni più tardi); e questo clima più liberale favorisce lo sviluppo del capitalismo, che si manifesta impetuosamente in Inghilterra durante il XVIII° secolo, con largo anticipo rispetto al continente europeo. Il sociologo Max Weber, osservando come i paesi calvinisti (Inghilterra e Paesi Bassi prima, Francia e Germania poi) arrivarono a un maturo sviluppo industriale prima di quelli a prevalenza cattolica (Spagna, Portogallo e Italia) conclude che lo spirito capitalista sia stato favorito dalla mentalità protestante. (Calvino ritiene che il benessere, quindi il profitto, sia il segno visibile della Grazia ricevuta e della predestinazione)

"La rivoluzione aveva fallito negli obiettivi piú radicali ma aveva vinto negli altri. In molti campi non fece altro che consolidare alcune tendenze di fondo tradizionalmente presenti nel paese: l'autogoverno locale, le garanzie giudiziarie, il controllo del parlamento. Ci fu però un campo, quello della libertà di coscienza, che fu una conquista nuova di cui l'Occidente intero è debitore alla rivoluzione inglese." Giampiero Carocci La rivoluzione inglese, p. 118

 

1714 Fahrenheit: termometro a mercurio
1721 bruciata Barbara Carillo, di 96 anni, accusata di stregoneria
1730 Linneo sviluppata la tassonomia moderna a partire dalla riproduzione sessuale dei fiori (e per questo si becca una denuncia e una condanna di libertinismo dalla comunità luterana)
1750 Diderot e d'Alembert, Enciclopedia
1763 finisce la guerra dei sette anni; Voltaire, Trattato sulla tolleranza
1765 James Watt: macchina a vapore
1773 molti stati europei espellono i gesuiti e Clemente XIV abolisce l'Ordine (verrà ripristinato nel 1814)
1775 Franklin inventa il parafulmine
1776 fine della guerra di Indipendenza contro l'Inghilterra e nascita degli Stati Uniti d'America: "tutti gli uomini sono creati uguali tra loro, e sono dotati dal loro Creatore di alcuni inalienabili diritti tra cui la vita, la libertà e la ricerca della felicità"
1779 prima fabbrica in Gran Bretagna
1786 Il Granduca di Toscana abolisce la pena di morte
1789 rivoluzione francese: Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino; Franklin, Washington, Jefferson: Costituzione degli Stati Uniti; Bentham pubblica i Principi della morale (libertà personale, separazione Stato e chiesa, libertà di parola, parità di diritti per le donne, diritti degli animali, fine della schiavitù, abolizione di punizioni fisiche, divorzio, depenalizzazione della sodomia, pensioni e assicurazioni salute)
1793 forte dell'appoggio popolare, la Francia repubblicana resiste all'invasione della prima coalizione delle monarchie europee (Regno Unito, Austria, Prussia, Russia, Spagna, Portogallo, Regno di Sardegna e di Napoli, Granducato di Toscana, Paesi Bassi e Stato Pontificio); Costituzione francese della prima Repubblica: « Quando il Governo viola i diritti dei popolo, l'insurrezione è per il popolo e per ciascuna parte del popolo il più sacro dei diritti e il più indispensabile dei doveri. » (Art. 35)


La rivolta popolare
E' l'azione criminale di un popolo contro un governo.
E non si potrebbe fare una rivoluzione pacifica? Sì che si potrebbe, anzi sarebbe molto più comoda: il governo di solito dispone di un esercito e della polizia, mentre il popolo di... falce e martelli. Bisogna quindi essere davvero stupidi, oltre che intrinsecamente malvagi, per gettarsi contro i cannoni protetti da un grembiule. A meno che la vita non sia diventata così infelice da rendere qualcuno disposto a rischiarla. Che solitamente, prima di scagliarsi contro ai cannoni, comincia a lamentarsi.
Tutto qui: lamentarsi.


Proibito lamentarsi
Questo è il punto di svolta tra un corso di riforme e la rivoluzione. Perché se un governo decide che protestare è illegale, delle due l'una: o il popolo accetta come inevitabile e giusta la propria condizione, oppure si ribella. Quindi bisogna essere chiari, su questo punto: vietare al popolo di protestare significa offrirgli la scelta tra l'infelicità e la rivolta. Quando un popolo non può manifestare, leggere giornali liberi, riunirsi e scioperare, il governo gli sta proibendo di protestare. Se questo popolo vive male, la colpa potrebbe non essere del governo; ma un governo, per definizione, è buono nella misura in cui permette a un popolo di vivere dignitosamente. Se non è in grado di farlo - per cupidigia, inettitudine, ma anche per oggettive avversità - va rinnovato. (Si chiama diritto di resistenza)

"Vi sono soltanto due tipi di istituzioni: quelle che consentono un mutamento senza spargimento si sangue, e quelle che non lo consentono. […] Personalmente, chiamo democrazia il tipo di reggimento politico che può essere sostituito senza l'uso della violenza, e tirannide l'altro."

Karl Popper
, Congetture e confutazioni


Vorrei adesso che tu vada a cercarti nella memoria o in wikipedia un caso, me ne basta uno, in cui un qualunque governo umano abbia spontaneamente abbandonato il potere perché riteneva di non essere più utile al proprio popolo. Un solo caso. E te ti pare che, qualora un governo proibisca l'opposizione e censuri o reprima le manifestazioni di dissenso, è perché sta già seriamente prendendo in considerazione di fare autocritica e abbandonare il potere? Questa visione del governo è estremamente ingenua, ma incredibilmente dura a morire. Si capisce, quindi, come la rivoluzione non sia l'azione malvagia quanto stupida di una folla invasata, ma la disperata reazione a un'ingiusta oppressione (come i regimi feudali del '700). Certo, la rivoluzione ha il difetto di essere criminale, cioé violenta e illegale. Ma questo cosa significa: che è ingiusta, o che è ingiusta la legge che prima affama, poi tappa la bocca e infine ammanetta gli infelici?

"La rivoluzione francese fece cambiare lo stato politico dell'Europa, terminare le guerre dei monarchi fra di loro e cominciare quelle tra i re e il popolo.
E sarebbe accaduto molto più tardi, se i re non lo avessero provocato."

François Mignet, History of the French revolution

Bisogna però distinguere il giudizio morale con il giudizio tattico. Se una rivoluzione parte da una classe povera e sfruttata che si ribella a un governo repressivo, merita la nostra giustificazione morale. Ciò però non significa che la rivoluzione 'funzioni', cioé che ottenga lo stato di diritto e il miglioramento delle condizioni di vita delle classi più povere: se confrontiamo la rivoluzione inglese e prussiana, la rigenerazione svizzera e il Risorgimento italiano da una parte e la rivoluzione di indipendenza americana, la rivoluzione belga, e francese dall'altra (ma anche russa) notiamo come le rivoluzioni borghesi più ideologicamente radicali e civilmente violente (che comunque sono poi state ugualmente soppiantate da un governo controrivoluzionario repressivo) sono state causate dalla reazione intollerante dell'aristocrazia. E l'aristrocrazia più intollerante era quella più retriva e feudale, cioé che meno aveva saputo assorbire la mentalità capitalista e imprenditoriale.


Patti chiari
Allora forse è questa, la lezione più importante che la storia ci può insegnare: chi governa non mira in egual misura al benessere dei governati e alla difesa dei propri privilegi. Altrimenti, dovrebbe favorire le lamentele, non sopprimerle... considerarle un termometro, uno spunto, un sintomo prezioso nell'esercizio della funzione che lo legittima: garantire una vita decente anche ai governati. Che quindi, se sono furbi, ovvero se hanno studiato la storia, sanno che il governo va aiutato imponendo la reciprocità di diritti e doveri, cioé un patto sociale: io ti servo e tu vivi meglio di me, però in cambio rispetti la mia dignità. Questo è il patto. E se le cose non vanno bene? Regoletta: garantire la libertà di espressione, riunione, stampa, manifestazione e sciopero a cui le riforme risponderanno.
Visto come è facile evitare la rivoluzione?


Lo strano caso della dittatura rivoluzionaria
I principi etici della Rivoluzione francese sono incontestabili, per noi cittadini del XXI secolo, anzi: la fratellanza, di sapore evangelico, è un valore talmente ideale da sfiorare l’utopia. Ma evidentemente il progresso non è così lineare, visto che a diffondere gli ideali rivoluzionari in Europa sarà Napoleone, un condottiero populista che inaugurò un impero...
Quando studiamo la rivoluzione inglese, francese, risorgimentale e russa, notiamo come seguano tutte lo stesso identico schema pur essendo così assolutamente diverse: è necessaria sia una folla disperata e oppressa (fame e censura) che dei leader idealisti (Cromwell, Robespierre, Cavour, Lenin), altrimenti nisba. Da una prima fase di rottura moderata si scivola in una seconda fase più radicale (Commonwealth, giacobinismo, garibaldini, bolscevismo) che poi però conduce a una controsterzata totalitaria, che ripristina l'oppressione stabilizzando al contempo alcune conquiste sociali. (Carlo II Stuart, Napoleone, Umberto I, Stalin)


Le libertà costituzionali sono lo scudo della democrazia
Nadia Urbinati, in Democrazia rappresentativa del 2010, passa in rassegna il dibattito decennale che nella Francia rivoluzionaria coinvolse critici, scettici e sostenitori della democrazia rappresentativa e dei suoi pericoli totalitari, da Rousseau a Sieyès e Kant, da Paine a Condorcet.
In sintesi: se è la maggioranza a decidere, come impedire che essa venga soggiogata dal carisma di un'autorità totalizzante? Habermas tenterà di fondare una teoria democratica che possa prevenire le derive fasciste spente nel '45: "la convivenza, nella tolleranza e a parità di diritti, di comunità religiose inconciliabili nelle loro visioni del mondo, e di queste con la comunità dei non credenti, è possibile solo se tutti i membri della collettività sono disposti a considerarsi reciprocamente liberi ed eguali nella loro cittadinanza politica." Habermas, Tra scienza e fede

In un certo senso, l’età moderna è il campo di battaglia tra il medioevo feudale e i primi tentativi delle democrazie nazionali dell'età contemporanea, ma la vittoria non è scontata: la congiunzione tra le rivolte popolari e la leadership borghese finirà per trasformare le nazioni europee in Stati costituzionali per tentare di porre fine all'intolleranza…

"La schiavitù in quanto tale, considerata nella sua natura fondamentale, non è del tutto contraria alla legge naturale e divina; Possono esserci molti giusti diritti alla schiavitù e sia i teologi che i commentatori dei canoni sacri vi hanno fatto riferimento. Non è contrario alla legge naturale e divina che uno schiavo possa essere venduto, acquistato, scambiato o regalato."
Pio IX, Istruzioni, 20 giugno 1866

… Senza riuscirvi.

 

Continua a leggere >> l'anacronistica restaurazione di privilegi e servitù









La ricerca di Google si sta caricando...
comments powered by Disqus

 ISTRUZIONI PER INSERIRE IL COMMENTO

Il servizio che uso si chiama "Disqus"... Ha di buono che non fa spam e che permette di rieditare all'infinito i propri commenti.
Però mi pare che l'inserimento, la prima volta, non sia molto intuitivo...
Quindi... se clicchi qui ti si apre una nuova pagina con gli screenshot e spiegazioni chiarissime step by step!
Se non hai voglia, puoi anche scrivere a me il commento per mail, e lo inserirò io per te!
 Yuri (clicca qui per andare nella pagina contatti, in alto a sx troverai la mia mail)


 tutte le date storiche date storiche fondamentali Manifesto della Repubblica francese: liberte' egalite' fraternite'
I am a Wiki-Writer!
Yuricopyleft: 
cita/linkagrazie 
Copyright: Creative Commons
torna alla pagina principale di questo sito