conventi e monasteri nell'VIII secolo
I monaci erano estremamente popolari tra le masse dei credenti, ma anche molto privilegiati: i beni dei conventi sfuggivano spesso alle imposte e tutti coloro che lavoravano sulle loro terre erano esonerati dal servizio militare. L'iconoclastia degli imperatori isaurici ebbe lo scopo soprattutto di colpire le loro proprietà (moltissimi monaci infatti erano anche iconografi), ma essa si risolse in un totale fallimento: nessuna riforma imperiale riuscì mai a ridimensionare il loro potere economico.
...ops!
Una indagine dello storico Giancarlo Malacarne e del professore di sociologia dell’università di Bologna Costantino Cipolla sull’amore alla corte dei Gonzaga, ha sorprendentemente reperito una mole cospicua di documenti storiografici che conducono all’interno dei monasteri e dei conventi. Considerando che molte ragazze venivano rinchiuse in un convento per non disperdere la dote familiare o per altre manovre politiche, nessuno storico del rinascimento ormai ha dubbi che alla fine del XV secolo erano rinomati come veri propri e bordelli decine di conventi e monasteri sparsi per tutta Europa, come: Interlaken, Frauenbrunn, Brun, Gottstadt presso Berna, Ulm, Mülhausen e Faremoutiers dal 1098.
Il Consiglio Comunale di Lausanne prescrisse pubblicamente alle suore di non fare concorrenza sleale ai bordelli, e quello di Zurigo emanò una severa ordinanza «contro l'immondo andirivieni nel convento delle suore».
In una missiva a Papa Zacaria, Bonifazio, l'Apostolo dei Tedeschi, tratteggia un quadro molto vivace della gerarchia cattolica nell'VIII secolo: «così sono pervenuti al Diaconato e ancora mantengono di notte nei loro letti quattro, cinque o più concubine, né si vergognano di leggere il Vangelo e di definirsi Diaconi. E in siffatte condizioni diventano sacerdoti, anzi persino Vescovi».
(dal Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica di Gaetano Moroni; copertina a lato)
Il Concilio di Metz, voluto da San Niccolò Magno nel 863, giunse a minacciare: «Qualora i preti intrattengano rapporti sessuali con monache, madri e sorelle, se occupano posizioni gerarchiche elevate saranno deposti, se appartenenti al basso clero, saranno fustigati».
Ma i richiami dei Concili restarono lettera morta, perché il basso clero sapeva perfettamente che vita si conduceva nei palazzi della Curia... fin dai primi secoli del potere temporale della Chiesa, infatti, lo scandalo era consuetudine: papa Sergio III ebbe un figlio che poi, grazie al mercimonio della madre con altri cardinali, divenne pontefice col nome di Giovanni XI (931-936). Giovanni XII (955-963) trasformò il palazzo Lateranense in una casa di piacere (purtroppo non lo si può visitare, fa parte delle zone extraterritoriali dello Stato Vaticano), visse incestuosamente con le sorelle e fu ammazzato in flagrante adulterio.
E’ attualmente sepolto nell’adiacente basilica di San Giovanni in Laterano.
Papa Pio II (1458-
1464) ebbe due figli e scrisse una deliziosa "Historia de duobus amantibus", in stile boccaccesco.
Il migliore è Alessandro VI, veramente da record: incesto con la figlia Lucrezia, Giulia Farnese amante ufficiale (concubina papuae) e una mezza dozzina di figli da varie altre dame!
Questa è la top ten, ma di pornopapi ce ne abbiamo ogni secolo: Leone X, Leone XII, Sisto V, Innocenzo VII, Paolo III, Gregorio VI... Cosa vien lecito pensare, allora, quando Eugenio Pacelli (Pio XII) a 41 anni si prende come segretaria la bellissima ventenne Josephine? Beh... io non dico altro, ma guarda la sua foto a destra!
Per chi mastica il latino, questo è un sito di un’associazione di latinisti obbedienti al magistero cattolico che rendono disponibili le versioni ufficiali di tutti i testi latini che riguardano la Chiesa Cattolica romana. Consiglio la lettura de: Indro Montanelli e Roberto Gervaso "nell'Italia dei secoli bui" edito da Rizzoli.
Continua a leggere >> papi e re nel basso medioevo
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