età moderna  (si fa per dire...)


rinascimento - guerre cristiane - rivoluzione moderna - XIX° secolo


I mercanti e i comuni
Nel 1300 la malnutrizione dovuta allo sfruttamento irrazionale delle coltivazioni, al pessimo igiene e alla guerra dei cent’anni (1337 – 1453) getta l'Europa alla mercé di continue epidemie e carestie. Il colpo decisivo è la peste nera: la popolazione europea si riduce di più di un terzo, da 80 milioni degli inizi del secolo, nel 1350 è scesa a 50. Strano a dirsi, ma la scarsità di mano d’opera fu uno degli elementi che contribuirà a incrinare il feudalesimo medioevale: i fitti agricoli crollano, dando maggior potere ai contadini e mostrando l’incapacità della nobiltà di garantire la stabilità sociale: ogni carestia infiamma la rivolta nelle campagne. Intanto, lo sviluppo dei viaggi e quindi l'ampliamento del commercio spostano un'enorme ricchezza e potere nelle mani dei mercanti, esordio della classe borghese che culminerà nella rivoluzione industriale. Il centro della borghesia mercantile è il Comune, e la sua ideologia è la cultura classica, che favorisce la rinascita delle arti e delle scienze umane; i comuni convivono quindi con i poteri feudali per tutta l'età moderna.


1452 Costantinopoli conquistata dagli Ottomani: fine 'ufficiale' dell'Impero romano; Niccolò V emana la bolla Dum diversas (ribadita poi dalla Romanus Pontifex) che autorizza il re del Portogallo a conquistare, derubare, soggiogare e rendere schiavi i pagani, i non credenti e i Saraceni; Serveto (che morirà sul rogo per denuncia di Calvino e processo dell'Inquisizione) riscopre la circolazione sanguigna abbozzata da Pressagora nel III a.c. e poi approfondita dall’arabo Ibn an Nafis; Gutemberg inventa la stampa a caratteri mobili
1478 la bolla Exigit Sincerae istituisce l'Inquisizione spagnola
(ebrei e musulmani obbligati a convertirsi, chiamati marrani e moriscos, vengono poi condannati per criptogiudaismo)
1484 la bolla Desiderantes Affectibus inaugura la caccia alle streghe
(le bolle che la riconoscono e promuovono saranno tredici, le vittime 60.000 in 3 anni - un simposio tenuto in Vaticano ne computa soltanto 40.000 - le esecuzioni per stregoneria eseguite nello Stato della Chiesa, invece, sono poche centinaia)
1491 Torquemada condanna al rogo 12 ebrei imbastendo la leggenda del Nino de La Guardia per propiziare un clima antisemita
1492 Cristoforo Colombo sbarca a Cuba; Editto di Granada: espulsione degli ebrei dalla Spagna
1498 doppiamento del corno d’Africa che apre la via marittima all’Asia; Vasco da Gama giunge in India circumnavigando l’Africa; Girolamo Savonarola viene torturato e messo al rogo dopo che rifiutò la porpora cardinalizia offertagli da papa Cesare Borgia se si fosse astenuto dal criticare i vizi del clero


Scontro di titani
La soluzione di continuità con i secoli precedenti, oltre all'aristocrazia terriera, è rappresentata anche dal potere delle Chiese cristiane e dalle monarchie europee, che continuano a dissanguarsi in guerre di conquista: l’allenza tra il trono e l’altare si ristabilisce dopo alterni tentativi egemonici (Pace di Augusta del 1555: “i sudditi di una nazione devono conformarsi alla religione del loro re”).


1501 David di Michelangelo
1511 Lega Santa contro la Francia; Gioconda di Leonardo; Erasmo, Elogio della follia (messo all'Indice)
1513 Principe di Machiavelli (messo all'Indice)
1517 95 tesi di Lutero: "che è questa novità del papa, per cui si redime un'anima per denaro e non per carità?" (84)
1520 Cortés conquista il Messico e riduce in schiavitù gli aztechi
1531 Pizarro conquista il Perù e distrugge l'impero Inca; Satire di Ariosto e Storia d'Italia di Guicciardini (entrambe all'Indice); scisma anglicano: Enrico VIII giustizierà Thomas More
1542 frate Bartolomeo de Las Casas denuncia il genocidio degli Indios (dovrà abbandonare la missione)


L'uomo nuovo, tra Rinascimento e schiavismo
Nel XIV e XV durante gli impetuosi fermenti scientifici, aumenta l’alfabetizzazione delle città, sempre più popolate; ma riguardo alla vita politica, il Rinascimento resta una svolta d'elite riservato alle varie signorie (Medici a Firenze, Gonzaga a Mantova, Estensi a Ferrara, Sforza e Visconti a Milano le più importanti): mentre le signorie dominano i Comuni, nelle campagne e sul popolo continua il latifondismo laico ed ecclesiastico secondo i principi feudali, anche se con maggiore 'scientifica' organizzazione: ad esempio, l’Inquisizione vede il suo acme nel ‘600 mentre la schiavitù corre parallela alle missioni. 
Ma Carlo Magno non proibì la schiavitù? Solamente riguardo ai cristiani e tollerandone il commercio: solo nel 1435, con la Sicut Dudum, papa Eugenio IV ne proibisce anche la vendita nelle isole Canarie. Ma solo per gli schiavi battezzati o aspiranti tali: «sentence of excommunication be incurred by one and all who attempt to capture, sell, or subject to slavery, baptized residents of the Canary Islands.» E infatti, il 16 giugno 1452 Papa Niccolò V, con la bolla papale Dum Diversas autorizza il re del Portogallo ad attaccare, conquistare e soggiogare i Saraceni, i pagani e altri nemici della fede e a ridurre gli indigeni in schiavitù perpetua. Ecco dei passi illuminanti di una bolla papale successiva: «abbiamo concesso precedentemente con altre lettere la piena e completa facoltà ai cristiani del Portogallo di invadere, ricercare, catturare, conquistare e soggiogare tutti i Saraceni e qualsiasi pagano e gli altri nemici di Cristo, ovunque essi vivano, insieme ai loro possedimenti e qualsiasi bene, e di gettarli in schiavitù perpetua; […] possano compiere e compiano questa pia e nobilissima opera, degna di essere ricordata in ogni tempo»
(Niccolò V, Romanus Pontifex: qui il testo della bolla in italiano e inglese)
E perché i cristiani non si azzuffino, il papa emette il trattato di Tordesillas (1494) con il quale divide l'intero globo in zone di influenza coloniali.
A questo punto, forti della benedizione di Roma, la Spagna e il Portogallo soggiogano l'intero continente americano e parte dell'Africa, attraverso il requerimiento: gli invasori spagnoli e portoghesi arrivano in un villaggio e leggono una dichiarazione che inizia con la storia della creazione del mondo per finire con l’autorità del papa, il quale assume d’ora in avanti il potere spirituale sul villaggio in nome di Cristo. La conseguenza, per chi avesse rifiutato tali disposizioni, era la violazione di un volere divino. (Da notare che la lettura del documento avveniva in spagnolo, lingua ovviamente sconosciuta agli amerindi) Dopo aver quindi annunciato tale requerimiento, i conquistadores procedevano con l'asservimento degli Indios e la loro conversione forzata; in caso di contestazioni, iniziava lo sterminio del villaggio. Fu quindi con il pretesto della religione e l’avallo della Chiesa cattolica, che si dispiegarono le politiche di invasione coloniale che ridussero in schiavitù le popolazioni del continente americano con metodi brutali e eccidi.
Il cronachista imperiale Juan Ginés de Sepúlveda scrive nel 1547 che le prove dell'inferiorità degli Indios risiedono nel fatto che essi non conoscono il vero Dio, che si sono lasciati conquistare molto facilmente e che anche quelli ritenuti i più civili tra loro, gli Aztechi, eleggono i loro re invece di designarli per successione ereditaria.
Ma dopo cent'anni di questo lieto andazzo, un umile frate missionario avversa coraggiosamente la dottrina razzista. Bartolomè de La Casas viene però fortemente osteggiato dai conquistadores; allora, come soluzione al problema propone l’utilizzazione degli africani, non considerati esseri umani, per poter risparmiare dallo sterminio e dalla schiavitù gli abitanti del Nuovo Mondo... contribuendo a una delle pagine più crudeli della storia: la tratta dei neri.
Il vecchio frate si pentì amaramente, verso la fine della sua vita, riconoscendo che anche nei confronti degli africani la schiavitù è una vergogna morale. La fortuna di Las Casas come scrittore fu scarsissima in campo cattolico, ma suscitò grandi entusiasmi soprattutto tra gli illuministi. L'Enciclopedia Britannica ritiene che la migrazione forzata fino al 1867 sia quantificabile tra 7 e 10 milioni, ma se consideriamo che dal 1500 al 1880, 15 milioni di congolesi furono strappati alle loro terre ma solo 5 milioni furono ridotti in schiavitù mentre gli altri morirono durante il viaggio, (Storia dell'Africa, di J.D. Fage - Torino, SEI, 1995) siamo sicuramente di fronte al secondo più grande genocidio della storia dell’umanità. (L’infamia del primo posto spetta alla dekulakizzazione staliniana)
Nella nostra epoca di revisionismi, ovvia conseguenza della mancanza di autonomia della stampa dai poteri forti, c'è chi sostiene che aver imposto la civiltà cristiana valeva pure qualche stragetta, e che se gli spagnoli ci sono riusciti è per intervento della Provvidenza.
Sarà la stessa Provvidenza che ha soffiato anche nel '29?



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streghe del Goya e sadismo sessuale nell'Inquisizione cattolica
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