Che poi, riflettendoci...
Il passato e il futuro non esistono! Esiste solo il presente, mentre scappa braccato dal nulla. Anzi: neanche il presente... Perché è la nostra simpatica mente, a concepire il mutamento in termini di prima-ora-poi; infatti non c'è, nell'universo, un'entità che corrisponda al tempo: il tempo è soltanto un concetto.
Flatus vocis, direbbe Roscellino, se fosse ancora vivo.
Quindi, se non esiste il passato, non esiste la storia: la pittura greca non esiste più (è rimasta solo quella vasaria) e la guerra è finita, olé.
Allora a che serve conoscere la storia?
A niente.
Quello che conta, è godere la vita e amarsi.
Ma siamo fatti di fatti: il presente è l'esatto effetto del passato, ne é il fiore, e il futuro il frutto. Guardare il passato significa vedere dentro al presente, vedere quello che del presente nascerà come futuro.
La storia assomiglia alla speleologia: la speleologia scava sotto terra, e più arriva in profondità, più torna indietro nel tempo. La storia, più va indietro nel tempo, più raggiunge la profondità.
I greci chiamavano l'origine arché, che possiamo anche tradurre con 'principio'. E principio è sinonimo di origine ma anche di causa: ciò per cui una cosa è quello che é.
In effetti, anche l'Italia attuale, è... quello che è. Chissà che da qualche parte, tra i sumeri e Neanderthal, possiamo trovare il bandolo, l'arché dell'Italia dei mondiali. Beh, forse non così in là, ma per essere sicuri di non perdercelo, meglio cominciare dall'inizio.
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